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“Microbo” è il nuovo singolo di UBO

Posted on 8 September 2026

Dall’11 settembre sarà in rotazione radiofonica “Microbo”, il nuovo singolo di UBO estratto dall’album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme di streaming dal 6 febbraio.

“Microbo“, seconda ballata dell’album, amplia la confessione di “Rien Club” trasportandola in una dimensione più onirica e surreale. Qui, paure e rimpianti si rifugiano nel sogno, nella pura fantasia di un’adolescenza ancora viva nello spirito dell’autore.

Entrano così in gioco l’amore e il suo doppio. Tra un fiorire di promesse, giullari, cavalieri e regnanti che offrono servigi irrealizzabili, il sentimento viene ridotto e imprigionato in uno spazio fantastico dove, accanto all’estasi, convivono, senza invito, tormenti ed espiazione.

In questo teatro spiritico e assurdo, la donna si trova finalmente dinanzi al grottesco tribunale del proprio karma, materializzatosi nelle sembianze di un fantomatico giudice dadaista.

La sentenza, tuttavia, non è tragica: l’amata sarà vittima di un sortilegio che la condannerà ad amare senza volerlo e, al tempo stesso, senza saperlo, mentre il suo amore verrà accolto come autentico.

Dal punto di vista musicale, “Microbo” è un brano progressive che ondeggia e si dibatte tra blues, baby jazz, chitarre schizoidi, marcette sinfoniche, mellotron e moog. Immerso in un’onnipresente psichedelia, il pezzo è sorretto da un basso pungente e sinuoso che, sul far della sera, indossa l’abito da gran galà.

Commenta l’artista a proposito del nuovo brano: “Microbo è una confessione trasportata in una dimensione onirica e surreale, dove ho preso le paure e i rimpianti e li ho nascosti nella fantasia di un’adolescenza che sento ancora viva. È un pezzo sull’amore e il suo doppio, un teatro assurdo fatto di promesse irrealizzabili, giullari e cavalieri, in cui l’estasi convive inevitabilmente con il tormento. Qui la donna viene processata dal grottesco tribunale del suo stesso karma davanti a un giudice dadaista. La condanna alla fine è un sortilegio, ovvero amerà senza volerlo e senza saperlo, ma il suo amore verrà preso da tutti per vero. Musicalmente invece è un delirio progressive che oscilla tra blues, baby jazz, chitarre schizoidi, mellotron e moog. C’è tantissima psichedelia, ma tutto è tenuto in piedi da un basso sinuoso che sul far della sera si mette l’abito da gran galà.”

“WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” è un concept album; è la consapevolezza che una nuova era è cominciata, le guerre sono più vicine e la storia si è accorciata. Un senso di impotenza e nichilismo caratterizza tutta l’opera: i testi sono un grido sussurrato di colpa e rabbia verso il proprio disimpegno politico.

Non rimane che rifugiarsi nell’amore, al quale non si crede quasi più, o fuggire in qualche parte incontaminata del globo per cambiare vita, allontanandosi dall’abbondanza del consumismo, dalla velocità e dal cosiddetto progresso.

Questo album nasce dalle improvvisazioni chitarristiche di Corrado Terenziani, che le forgia in canzoni strutturate. Sandro Animini ed Elisa Minari sono i musicisti che contribuiscono all’arrangiamento e alla produzione di “What if?”, e insieme il trio prende il nome di UBO.

Le chitarre si muovono scattose e sornione, con suoni acidi e puliti, alternando parti melodiche ad accompagnamenti minimalisti, dissonanze e giri armonici improbabili ma efficaci. Il basso è un pulsare di armonizzazioni e melodie, suonato con gusto e sapienza. Le tastiere coprono una gamma di suoni infiniti a comporre una scenografia che rappresenta vividamente i testi, come in una colonna sonora paranoica e psichedelica.

“What if?” è suonato con classe e talento, sapienza e ambizione, scarsità di mezzi e abbondanza degli stessi. Un suono lo-fi, garage, tendente al naïf, che non impedisce a questo disco di essere un’assoluta novità e rarità nel panorama della musica italiana degli ultimi trent’anni.

Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/61cLBciBriG9ZVE7cDdegZ?si=3jnYoO7yQ4-Arsz1_ax2dg

 

Biografia

Corrado, in arte UBO, comincia a suonare la chitarra a 14 anni. Tra i 14 e i 16 anni forma il suo primo gruppo per eseguire brani di sua composizione: con i Travel Boys partecipa a tre concorsi per band emergenti, vincendone uno a Traversetolo (PR) nel lontano 1983.

Dopo una pausa di tre anni, nel 1987 torna a suonare come chitarra solista con i Cea Park dei fratelli Fontanili, lasciando però la formazione dopo il primo anno. Segue un nuovo allontanamento dalla musica, causato dalle difficoltà legate al suo disturbo bipolare.

Dal 1991 al 1993 fonda i Dr. Divago insieme a Stefano Lugli (voce), Marco Pecchini (basso) e Marco Salvemini (batteria) — musicisti provenienti dal fervido e talentuoso ambiente della bassa reggiana (nello specifico, di Gualtieri). Nonostante il materiale sia pronto per la registrazione di un album e la band abbia alle spalle un concerto di grande successo alla nota Festa dell’Unità di Gorganza, il progetto sfuma a causa di divergenze sui testi.

Nel 1994 lascia il gruppo per unirsi ai Korova Milk Bar di Daniele Gallinari (batteria), Ezio Moscatelli (basso) e Giovanni Guerri (voce), dando vita a una serie di concerti di ottimo riscontro a Reggio Emilia.

Dopo un’ulteriore interruzione dell’attività musicale tra il 1995 e il 1998, registra un EP di tre brani autografi insieme all’amico e cantante Stefano Lugli e ad altri noti musicisti reggiani, tra cui Alessandro Lugli, Lucio Boiardi e la stessa Elisa Minari.

Dal 1999 abbandona completamente la musica. Solo nel 2020, durante il periodo del COVID-19, riprende in mano la chitarra: inizialmente si esercita in modo disordinato, ma rispolverando un vecchio libro di chitarra jazz nascono le primissime idee per WHAT IF?. Nonostante ciò, il progetto non decolla e l’attività si interrompe nuovamente.

La svolta arriva nell’aprile del 2024: riprendendo lo strumento e riascoltando due pezzi registrati quattro anni prima, sviluppa definitivamente il progetto UBO. La realizzazione dell’album WHAT IF? (Il raschio del fondo celeste) prende vita grazie al coinvolgimento della straordinaria Elisa Minari e del geniale maestro Sandro Animini.

Il titolo del disco è un chiaro riferimento alle frequenti interruzioni della sua attività musicale, all’incostanza del suo operato, alla totale mancanza di disciplina e a un approccio autodidatta particolarissimo, confuso e disturbato, malato e insicuro. Cosa sarebbe stata la sua vita se…? Come sarebbe stata la sua musica se…? Il raschio del fondo celeste rappresenta i suoi ultimi afflati in musica.

“Microbo” è il nuovo singolo di UBO in rotazione radiofonica dall’11 settembre 2026 estratto dal nuovo album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 febbraio. 

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