Una malinconica ballata in cui i ricordi impressi nella memoria sono come immagini di una pellicola proiettate in un vecchio cinema.
In radio dall’8 aprile 2022
Ricordami è il titolo del nuovo singolo del duo composto da Paolo Bottini e Sergio Guida, ma anche la title track del loro primo album insieme, dopo l’esperienza con gli Underdose.
«È una lettura in chiave ironica dei meccanismi che regolano l’amore.
Uno sguardo al lato oscuro della luna.
Dove ci si spoglia dal sogno e dalla passione per far spazio all’egoismo, la convenienza e l’opportunismo.
Come maschere danzanti di un cinema muto, con l’ambizione di appartenersi e la presunzione di educarsi, nella convinzione che il ricordo di se stessi non possa smettere di girare» Blu 21
Blu 21 perché blu è il colore dell’anima e 21 sono i grammi del suo peso.
In questa frase si nasconde la musica dei Blu 21 che è tutta cuore e anima.
I Blu 21 sono Paolo Bottini che ha messo la firma su ogni nota di questo progetto come compositore e Sergio Guida che ha dato voce a questo duo, nonché autore delle canzoni.
Nascono nel 2021 ma nella realtà i due si conoscono da più di un decennio avendo fatto entrambi parte degli Underdose. I ragazzi si cimentano in una nuova veste: un vestito elettrico, pop da indossare a proprio piacimento e da ascoltare soprattutto. Il singolo apripista del nuovo progetto è “Ti Vedo chiaramente” che anticipa l’album “Ricordami”.
“!#%&$!!!” è il titolo del nuovo EP che unisce le produzioni di DJ Argento alle rime di Torbi, Tecà e Marcialledda, in uscita martedì 5 aprile su tutte le piattaforme digitali e in vinile per Aldebaran Records.
DJ Argento, producer e DJ di lungo corso, ha collaborato con numerosi artisti della scena Hip-Hop nazionale come Colle der Fomento, Clementino, Esa, Kaos e Claver Gold, con numerosi album, EP, singoli e mixtape.
Marcialledda, MC attivo dal 1994 con numerosi progetti in varie formazioni con altrettanti colleghi rapper. Si occupa anche di eventi legati al mondo Hip-Hop che coinvolgono breaker, writer, DJ ed MC.
Tecà, tra i membri fondatori dello storico collettivo Pooglia Tribe, è un MC e produttore con 8 album e 3 mixtape all’attivo. Ha collaborato tra gli altri con Al Castellana, Tormento e Caparezza.
Torbi, membro fondatore della Gargano Crew, è attivo dalla fine degli anni Novanta come writer e come MC. Ha pubblicato diversi album e singoli, sia come solista sia in formazione.
Tre tracce inedite, un remix di Iceone e una strumentale compongono questo concept dal titolo enigmatico, che si configura come un grawlix. La consuetudine utilizzata nei cartoni animati e nei fumetti di utilizzare una sequenza tipografica per rappresentare una parolaccia. Il significato strettamente legato all’artwork della copertina, rappresenta da un lato l’autocensura e il buonismo rispetto al voler esprimere pensieri controcorrente, dall’altro uno sfogo provocato dal periodo storico in cui stiamo vivendo. Il soggetto è un neonato, che costretto ad indossare una mascherina, si tramuta da simbolo di libertà e speranza nel suo esatto contrario.
Gran parte dei testi del progetto sono contraddistinti dall’utilizzo dell’idioma locale ricco di accenti e sfumaturelessicali, da sempre cifra stilistica del rap di Torbi, Marcialledda e Tecà. Le produzioni, tutte curate da DJ Argento, sono caratterizzate dalla ricerca e dall’uso del sample e del breakbeat, con un’impostazione “classica” ma proiettata al presente e riletta in chiave moderna.
“Vino” è liberamente ispirata ad un testo dello storico cantautore e poeta toscano Piero Ciampi. Questo sentirsi “dentro a un fosso” fa sì che ci si debba aggrappare ad una speranza per poter trovare l’agognata, e il più delle volte irraggiungibile, via di fuga. Il brano è impreziosito dalla presenza delle rime di Danno dei Colle der Fomento. La traccia è presente anche in versione remix, dove il producer Iceone ha stravolto completamente il beat arricchendolo di ritmiche e sonorità inconsuete.
“Ragione chiama odio” vuol mettere in risalto le difficoltà e le controversie che caratterizzano i rapporti umani, inariditi dalla pandemia, che il più delle volte ci ha spinto l’uno contro l’altro, in una condizione di perenne diffidenza. In questo caso intervengono nel pezzo la formazione pugliese No Fang, l’MC Zazza e la cantante Nikaleo.
Il brano “Sfaccimm” analizza il tema dell’uomo moderno, il suo egoismo, il suo rapporto con il mondo che lo circonda, una critica generale sullo stato delle cose. La ritmica distorta e sincopata accoglie le rime del rapper napoletano Shaone, fondatore della storica crew La Famiglia.
La strumentale “Lonely man (Interludio)” ha quasi una funzione “outro”, una sorta di camera di decompressione a fine disco, dove la base nasce da un sample giapponese.
Il disco è accompagnato dal videoclip della traccia “Vino” realizzato da Vince Alba e Tecá. Quasi un film realizzato all’interno di un palazzo storico del 1700, dove i protagonisti -tutti in costume d’epoca– vogliono ricordare il cult movie Barry Lyndon di Kubrick. Le scene girate con la sola luce delle candele, si sviluppano negli ambienti con arredi e accessori originali del 1800. Gli eleganti commensali, ignari del proprio destino, attingono alle pietanze su di un tavolo imbandito che in qualche modo rappresenta la vita. Gli sfarzi degli abiti e della scenografia, però, si contrappongono ai protagonisti che in modo compulsivo consumano le pietanze direttamente con le mani.
L’edizione in vinile prevede 350 copie numerate in formato LP singolo nero 180 grammi con copertina serigrafata amano.
Respiro è il nuovo singolo di Rea, la rivelazione del pomeridiano di Amici, e il primo brano pubblicato dopo essere uscita dalla scuola di Maria De Filippi. Su un sound accattivante dominato dalla chitarra elettrica e dai synth si innesta la voce della giovane cantautrice bolognese che mostra un lato più intimo della propria scrittura, senza rinunciare all’orecchiabilità e a una melodia di facile presa.
Un testo che racconta del bisogno di aiuto quando si affronta un cambiamento, di sguardi che si incrociano, dell’empatia come elemento fondamentale per acquistare fiducia nei confronti dell’altro. Un brano da dedicare a chi ha le spalle larghe per proteggerci quando siamo in balia degli eventi e non siamo in grado di decidere da soli, da ascoltare con le cuffie al massimo quando si passeggia per le strade deserte nel cuore della notte.
Respiro parte dal punto più alto e panoramico di una città per concludersi sdraiati su un tetto con la testa rivolta alle stelle che ci sbattono in faccia quanto siamo piccoli rispetto all’universo, così come si sentono in preda al panico gli adolescenti quando si trovano per la prima volta a dover prendersi delle responsabilità che impatteranno sul proprio futuro. Respiro farà parte di un concept album, la cui uscita è prevista per l’estate, che presenterà dal vivo il 15 maggio al Locomotiv Club di Bologna e che sarà incentrato sulle emozioni e sensazioni che si provano nei momenti di transizione, quelle un po’ a lato del nostro io ma che condizionano tutte le altre.
«Molto spesso cerchiamo qualcuno che ci capisca e ci rassicuri e, quando lo troviamo, diventa per noi un pilastro, un punto di riferimento. Mi riferisco a un tu ipotetico, che diventa la rappresentazione di ciò che sto provando. Nel ritornello “dimmi tu, tu che puoi guardarmi dentro” viene ripetuto come un mantra, per sottolineare l’importanza di uno sguardo intimo che legga i nostri pensieri e ci dia sostegno quando stiamo per affrontare una situazione più grande di noi», racconta Rea riguardo a Respiro.
La cantante, compositrice e arrangiatrice siciliana Daniela Spalletta sarà impegnata, con il suo progetto “Vocalese Monk”, al “Ma Catania” di Catania martedì 5 aprile alle 21:00 e al “Teatro Jolly” di Palermo mercoledì 6 aprile alle 21:30
Due date e due eleganti location per Daniela Spalletta, accompagnata da due fra i più richiesti e apprezzati sideman italiani come Alberto Fidone (contrabbasso) e Peppe Tringali (batteria), per la cantante siciliana che presenterà il suo progetto intitolato Vocalese Monk al “Ma Catania” di Catania martedì 5 aprile alle 21:00 e al “Teatro Jolly” di Palermomercoledì 6 aprile alle 21:30. Dedicato all’immensa figura di uno fra i più grandi pianisti jazz e compositori di tutti i tempi, Thelonious Monk, Vocalese Monk è un caloroso tributo al jazzista statunitense commissionato nel centenario della sua nascita, alla musicista Daniela Spalletta, dalle rassegne Atelier Musicale e Iseo Jazz 2017 – sotto la direzione artistica del prestigioso musicologo Maurizio Franco che spiega così il progetto: «Vocalese Monk proietta nell’ambito del vocalese i complessi e originali temi del grande maestro afroamericano e alcune rilevanti improvvisazioni che jazzisti di varie epoche hanno realizzato suonandoli. Il vocalese, affermatosi negli anni cinquanta, è un raffinato e trascinante stile poetico-vocale in cui si compone un testo, generalmente nonsense, per rivestire un’improvvisazione strumentale. Jon Hendricks è stato il più prolifico tra i cantanti e autori che si sono cimentati nel genere, oggi ancora vivo grazie a pochi interpreti contemporanei. Tra questi c’è la giovane cantante siciliana Daniela Spalletta, che ha già messo in vocalese i brani e le improvvisazioni del bassista Steve Swallow e di altri jazzisti della scena attuale e che, in questo progetto, si cimenta con una titanica impresa, tra l’altro nella difficile formula del trio senza pianoforte. Otto composizioni di Monk, tra le più famose, verranno riproposte in Vocalese unitamente a celebri assoli realizzati su quei brani da grandi personalità del jazz, tra cui lo stesso Thelonious Monk. Un omaggio originale, unico, entusiasmante, che vede, insieme a Daniela Spalletta, un’eccellente ritmica, con cui la vocalist collabora da anni: Alberto Fidone e Peppe Tringali, anch’essi siciliani e membri, insieme al pianista Seby Burgio, del trio Urban Fabula. Tra i tanti omaggi dedicati a Monk, questo è sicuramente tra i meno convenzionali e più avventurosi». Dunque, per tutti i cultori del jazz, questi due concerti in trio di Daniela Spalletta rappresentano un irrinunciabile momento di musica dall’eccelsa qualità da vivere intensamente.
Dopo la pubblicazione dei singoli Non va di moda e Accosta negli scorsi mesi, l’artista torinese CLARK P. torna con la sua calda voce R&B su una produzione di Janax, rinomato producer salernitano. All’italiana è il titolo della loro prima collaborazione, disponibile dal 31 marzo in digitale, accompagnata dal videoclip ufficiale online su YouTube.
Le sonorità urban tornano con energia a fare da sfondo alla sensuale vocalità di Clark P., al secolo Claudio Placanica, da tempo attivo come solista ma conosciuto nel panorama musicale per l’affiliazione alla storica Blocco Recordz e per i lavori e i tour con Emis Killa, con cui ha collaborato come autore e corista. Il lavoro congiunto con Janax (già producer da migliaia di ascolti e per artisti del mondo rap come Peppe Soks e Niko Pandetta) dà vita a una storia elettrizzante, racchiusa un flusso di parole nato quasi per caso e che diventa un racconto dal sapore mediterraneo.
”All’italiana è la tipica love story italiana. Quella dei mal di pancia, delle liti forti, quella dei viaggi, dei mille progetti e dei ripensamenti, ma è anche quella in cui spesso si fanno le scelte sbagliate per le motivazioni giuste”, racconta Clark P. “È una storia come tante altre, solo che questa è narrata da me ed è contaminata dal mio modo di pensare e di sentire le cose. La sento come qualcosa di ‘speciale’, e l’augurio migliore è che possa essere speciale anche per voi”.
Continua così la produzione discografica dell’artista, che di brano in brano sperimenta su spunti sempre nuovi, mettendosi anche a confronto con beat dalle sonorità moderne e attuali. Grazie alle sue eccellenti capacità vocali e di scrittura, fra i suoi lavori Clark P. vanta nel suo portfolio featuring con artisti come Lazza, Bassi Maestro, Canesecco, Sick Luke, Duke Montana e molti altri.
Al via il tour italiano degli Skatalites, una delle formazioni reggae internazionali più longeve della storia. Sei date nei club di tutta Italia per la formazione giamaicana che dal 1963 fa ballare mezzo mondo con le sue note tra ska, rocksteady e rootsreggae.
Otto elementi tra cui tre dei componenti storici come il trombonista Vin Gordon che insieme ai compianti Don Drummond e Rico Rodriguez è sicuramente il maggior esponente vivente della lunga tradizione di musicisti diplomati alla famosa Alpha Boys School di South Camp Road a Kingston. Il bassista Val Douglas che ha attraversato le varie evoluzioni del genere condividendo palchi e studio con mostri sacri come Peter Tosh, Bob Andy e The Congos. Il quasi ottantenne percussionista Larry McDonald, che nella sua carriera ha lavorato tra gli altri con Toots and the Maytals, Gil Scott Heron e Lee Scratch Perry.
Tra ritmiche caraibiche, tempiinlevare e una frizzante sezione di fiati, la band porterà sul palco i grandi successi estratti dalla loro estesa discografia, come i nuovi singoli pubblicati negli ultimi anni.
Sul palco Larry Mc Donald (percussioni), Val Douglas (basso), Vin Gordon (trombone), Ken Stewart (tastiere), Natty Frenchy (chitarra), Trevor Thompson (batteria), James K Smith (tromba) e Anant Pradhan (sax).
Un brano autobiografico dove, però, ognuno possa rispecchiarsi.
Il primo singolo estratto dal nuovo disco di prossima uscita.
In radio dal 1° aprile
Il nuovo singolo di Andrea Tarquini è una canzone autobiografica, ma con storie applicabili un po’ a chiunque, coetaneo all’artista. Si tratta di un susseguirsi di “quadri”, immagini, persone e situazioni nate nel secolo scorso. Nello svilupparsi del racconto si arriva a cose dell’oggi che sono comunque figlie del passato e di una memoria custodita. È un piccolo manifesto che coinvolge gli affetti personali mischiandoli con la storia del nostro Paese.
«Trattandosi di un tema così importante, anche rischiando un eccesso di solennità, ho scelto gli strumenti più “ufficiali” come il pianoforte, qui suonato da Nicolò Protto, ma scritto da me, e gli archi del Trio Cavalazzi.» Andrea Tarquini
In fondo al ‘900 è anche il titolo dell’album da cui il singolo è estratto, il terzo del cantautore romano, milanese di adozione, nato come chitarrista del celebre Stefano Rosso, in uscita il prossimo 1° giugno, prodotto da Fabrizio “Cit” Chiapello. Sulla copertina del singolo compare l’opera di Alfred Drago Rens “La petite Gau”. Drago Rens ha curato anche l’immagine grafica del disco.
Andrea Tarquini, romano trapiantato a Milano, esordisce negli anni ’90 del secolo scorso come chitarrista e corista del mitico Stefano Rosso. Dopo molti anni di formazione passati a suonare musiche tradizionali nordamericane, Andrea Tarquini si sposta a Milano dove inizia un percorso didattico nel quale insegna le tecniche della chitarra acustica americana. Grazie all’amicizia con Luigi “Grechi” De Gregori, fratello maggiore del più celebre Francesco, nel 2013 con la produzione di Paolo Giovenchi, pubblica il suo primo disco, “REDS! Canzoni di Stefano Rosso” (Self) disco finalista alle Targhe Tenco 2013 nella categoria interpreti. Nel 2014 i buoni risultati del primo disco realizzato lo portano a diventare endorser di Bourgeois Guitars, uno dei più prestigiosi marchi di alta liuteria chitarristica degli Stati Uniti. Nel 2016, con la produzione di Anchise Bolchi pubblica “DISCO ROTTO” (Self-Ice Records) disco finalista alle Targhe Tenco 2016 come Miglior Opera Prima.
Sempre nel 2016 istituisce il premio per cantautori chitarristi Corde & Voci d’Autore presso l’Acoustic Guitar Village di Cremona che si tiene ogni anno all’interno di Cremona Musica Exhibition & Festival. Nel 2017 partecipa al Premio Bindi dove vince la Targa Beppe Quirici per il “Miglior Arrangiamento”.
Tra il 2018 e il 2021 collabora con il rapper Jesto per il quale compone le musiche di molti suoi brani.
Nel 2019 amplia ulteriormente il suo rapporto di reciproca sponsorizzazione con alcuni marchi di strumenti di alta qualità tra i quali i microfoni Ear Trumpet Labs e l’italiana Acus, fabbrica specializzata nella produzione di amplificatori per chitarra acustica. Queste collaborazioni porteranno poi i marchi ad avviare attività di sostegno ai produttori di contenuti e live.
Nel 2022 pubblica il suo terzo disco che si intitola “IN FONDO AL ‘900” (MoovOn-Altafonte-Self).
Il nuovo singolo di Deca parla di una relazione d’amore in tutte le sue sfaccettature: dai momenti di difficoltà in cui solitudine e malumore prendono il sopravvento a quelli di estrema felicità tra alcol, baci e sesso.
«Parlo dei miei errori e dei suoi e di come ne siamo usciti, di come abbia bisogno di lei, senza però riuscire a esprimerlo se non attraverso la mia musica» Deca.
Nato a Torino nel 2005, De Carolis Gabriele, in arte Deca, si affaccia nella scena musicale emergente torinese all’età di 14 anni. In due anni ha toccato diversi generi dimostrando la voglia di sperimentazione, passando dalla techno all’indie fino all’hardcore trap. Tutte le uscite sono sotto il segno dell’Urban Central, studio torinese in cui l’artista è cresciuto, sia musicalmente che non.
“Biberon” si presenta come un brano dalle sonorità fresche ed attuali, nonostante la costante presenza di un’attitudine classica. È un brano prettamente Hip hop con un rap tecnico, prerogativa indiscussa del rapper brianzolo.
Easyman, nome d’arte di Matteo Angelo Loi, è un’artista classe 87. All’attivo ha due album ufficiali “Finalmente soli – Hip Opera”, uscito nel 2017 e interamente prodotto da BellaEspo. “107” pubblicato nel 2021, che vede la collaborazione di Ape, storico rapper della brianzola e milanese nella traccia “Thriller”. Il brano è stato anche su Radio 105 durante la trasmissione “105 Trap”, condotta da Moko e Fabio B. Nel 2019 invece, a cavallo fra il primo e il secondo disco l’artista ha pubblicato “Tempo di raccolta”, una vera e propria raccolta di 20 brani editi e inediti. Ha collaborato, inoltre, in una posse track insieme a Lord Madness nell’ultimo album di Shame.
I temi trattati in “Minh Thai” sembrano apparentemente leggeri e superficiali, in realtà il racconto di una serata alcolica finita male diventa un pretesto per spogliarsi delle proprie insicurezze e mostrarsi all’altro per quello che si è, senza pudore e con la tranquillità di chi non teme di essere giudicato, assumendosi nel bene e nel male le responsabilità di ciò che è stato confessato. L’insolito titolo non è altro che il nome del primo campione al mondo ad aver risolto il cubo di Rubik in 22.95 secondi.
Spiega l’artista a proposito del brano: “Guai alcolici e un cubo per risolverli”
Il videoclip, realizzato da Roberto Amato e Mirko Barile, fondatori di “Frigobar Production”, rispecchia la storia del brano essendo stato realizzato all’interno di un club per mettere in scena una serata in discoteca dove si susseguono una serie di eventi. Il video si conclude con una scena che inquadra il cubo di Rubik, simbolo chiave del brano